A cura di Leone Mezzetti e Giancarlo Breccola












A partire dal gennaio del 1968, LA VOCE inizia la sua vita di mensile destinato a superare tutti i primati di regolarità e durata. Dal redazionale del primo numero, ancora siglato “Numero speciale”, è possibile conoscere finalità e carattere della nuova VOCE.

 

“Nuovo inizio “La Voce” - È il titolo del bollettino parrocchiale di S. Margherita, ben noto ai falisci. Un tempo usciva ogni mese, poi si è fatto più raro, poi è cessato del tutto. Eppure un legame tra parroco e fedeli è indispensabile. LA VOCE ha uno scopo quindi essenzialmente pratico, pastorale, religioso. Oltre a costituire una comunità cristiana, i falisci costituiscono una comunità civica con altri problemi ed altri interessi. LA VOCE vuole rispecchiare anche questi problemi civici di Montefiascone, non scendendo nel campo della polemica, del pettegolezzo o dei partiti, ma tenendo esclusivamente presente il bene economico, l'ordine sociale, l'aspetto turistico ed attraente, l'educazione civica della nostra graziosa cittadina. I corrispondenti numerosi, rappresentanti le varie categorie della nostra città. Mons. Latino Salotti, D. Agostino Ballarotto, Fabio Zerbini. Primo Filié, Mecali Giuseppe, Angeli Ottaviano. Carelli Alberto, Marsiantonio Franco, Polidori Franco, Porroni Gaetano, Starnini Aldo. Messina Saverio, Friggi Antonio, Mari Luigi, ecc., e soprattutto tutti al di fuori delle fazioni locali, ne dovrebbero costituire la garanzia e la serietà. Anno nuovo, “Voce” nuova. Speriamo! E auguriamo a “La Voce” di farsi ascoltare per lungo tempo.”

 

E infatti, già a partire dal secondo numero, iniziano a manifestarsi i segni dello sviluppo e della stabilità. Compare la numerazione progressiva ed il direttore responsabile nella persona di don Angelo Gargiuli. Direttore di redazione, ma in sostanza vero artefice del periodico, è don Agostino Ballarotto. Le pagine diventano sei e viene inserita la pubblicità quale sostegno economico per l'autonomia del giornale che, da quel numero, inizia ad essere stampato presso la tipografia Quatrini di Viterbo.

 

Dopo quindici anni esatti, e cioè a partire dal numero del febbraio 1983, LA VOCE tornò ad essere stampata presso la Tipografia “SILVIO PELLICO”, che nel frattempo si era ingrandita e maggiormente attrezzata. Il numero delle pagine, nel corso degli anni, ha manifestato una progressiva tendenza ad aumentare, fino a stabilizzarsi sulle attuali venti.